Dietro la Montagna di Cioccolato un territorio tutto da scoprire

la zona archeologica al piccolo san bernardoL’antico borgo di La Thuile nasconde, dietro a suggestivi paesaggi , storie e reperti archeologici che gli appassionati possono scoprire percorrendo i numerosi sentieri.  Tra questi luoghi, grande fascino suscita il sito archeologico al Colle del Piccolo San Bernardo (2.188 m), sulla SS 26 che collega la Valle d’Aosta all’Haute Tarentaise. Proprio sulla linea di confine Italia – Francia si trova uno dei rari cerchi megalitici presenti in Italia, di grande interesse storico e astronomico, un Cromlech (in lingua celtica Croum “curva” e lech “pietra sacra”) di 46 pietre, infisse verticalmente nel terreno a una distanza dai 2 ai 4 metri e per buona parte ormai ricoperte da millenari detriti, che descrivono un ampio circolo, del diametro di circa 72 metri, di verosimile periodo preceltico (3000 a.C.). Gli studi, ancora in corso, non hanno chiarito la funzione del Cromlech, anche se è molto probabile, che per la forma e l’orientamento fungesse da osservatorio astronomico, con un primato, quello dell’altitudine. Questo monumento preistorico potrebbe essere collegato ad altre costruzioni megalitiche presenti in Valle d’Aosta, in particolare a un’area molto estesa che si trova nella città di Aosta. Nelle vicinanze del Cromlech, un tempietto gallico che, seppur di epoca molto successiva, testimonierebbe il fatto che tutta la zona è stata luogo di culto nell’antichità. La Columna Jovis, un’alta colonna di porfido grezzo che ora sostiene la statua di San Bernardo, e la Mansio Romana, edificio che, sulla “Via delle Gallie”, garantiva accoglienza, ristoro e pernottamento ai viaggiatori e agli animali da trasporto, testimoniano l’importanza di questo Colle già dall’epoca Romana.

ospizio3_La ThuileL’Ospizio Mauriziano risale al periodo in cui, intorno all’anno Mille, in questa parte delle Alpi arrivò Bernardo, un monaco infaticabile che ripristinò la vecchia rete stradale, organizzando anche un servizio di assistenza gratuito e aperto a tutti: centri di soccorso per poveri e malati, luoghi di ricovero per pellegrini, religiosi, mercanti e soldati. L’Ospizio del Piccolo San Bernardo – più volte distrutto durante le guerre e altrettante ricostruito – è rimasto attivo sino al secondo conflitto mondiale, quando i tedeschi ne fecero una base militare e poi lo saccheggiarono prima di fuggire. Ristrutturato dalle comunità locali nel 1998, è la sede di un punto per informazioni turistiche.

La natura prende anima, invece, al Giardino Botanico Alpino Chanousia, nato nel 1897 dalla volontà dell’abate Pierre Chanoux, giardino botanico chanousia_la thuilerettore dell’ospizio dell’Ordine Mauriziano. Lo scopo dell’Abate era quello di coltivare nel giardino alcune specie di piante alpine di rara bellezza e a rischio estinzione, affinché la gente potesse ammirarle, imparare a conoscerle e rispettarle. Negli anni seguenti il numero delle specie coltivate aumentò notevolmente per merito dell’appassionata attività di Chanoux e dell’aiuto importante di amici botanici e alpinisti e, grazie ad alcune sovvenzioni di enti pubblici e privati, il giardino si ingrandì fino a raggiungere la superficie attuale di circa 10.000 mq. Il Giardino Botanico Alpino Chanousia, posizionato nei pressi del Colle del Piccolo San Bernardo (2.170 m) in un contesto paesaggistico di notevole bellezza al cospetto della grandiosa mole del Monte Bianco e di altre imponenti cime, ospita oggipiù di 1.000 specie di piante alpine provenienti da tutto il mondo.

verney lago_La ThuileDi rara bellezza è il Lago Verney, uno dei più grandi laghi della Valle d’Aosta, uno splendido specchio d’acqua, i cui colori oscillano tra il verde e il blu, posto a 2.088 m tra il Becco dei Rousses, il promontorio del Piccolo San Bernardo e il monte Chaz Dura. Raggiungibile in auto nei periodi da giugno a ottobre, costituisce un pezzo di storia dell’ambiente creato dall’opera dei ghiacciai, con un ecosistema caratterizzato da particolari equilibri biologici, grazie al quale sulle sponde vive una ricca varietà di flora. Subito attorno alla conca profondamente scavata dal ghiaccio, le rive ospitano carici, eriofori e sfagni; mentre la depressione circostante riempita dai detriti ha formato un’area di torbiera e di palude con giunchi, asperelle, ranuncoli. Il modellamento glaciale ha infine lasciato, ai lati, depositi morenici ricchi di risorgive, ottimo habitat per sassifraghe e primule. L’intero giro del lago, da fare a piedi, si compie in circa quarantacinque minuti. Per raggiungerlo basta seguire le indicazioni presenti lungo la statale sul versante italiano.

cascate Rutorine_la thuile

Anche le Cascate Rutorine, così chiamate, dopo il 1860, dall’Abbé Chanoux, (rettore dell’Ospizio del Piccolo San Bernardo) sono generate dall’omonimo torrente, è una meta turistica da parte di un pubblico sempre più sensibile alle bellezze naturali, e per questo, nel tempo, sono state oggetto di diversi interventi di valorizzazione. Gli importanti lavori per la realizzazione del ponte sulla terza cascata permettono di godere del loro spettacolo da un punto di vista molto suggestivo. Il ponte è stato ricostruito sui resti di quello antico, già documentato a fine 1800. Per ammirare la bellezza delle cascate si parte dai casolari di La Joux e si percorre la mulattiera che, attraverso fitti boschi di conifere, arriva allo spettacolare punto di osservazione sulla prima cascata, posta a 1.700 m. Molto raccomandata è la breve deviazione fino all’emozionante passaggio sul ponte che sovrasta la cascata e permette di osservarla dall’alto. Si prosegue nel bosco fino a raggiungere la Baita Parcet (1.772 m), passando per un bucolico pianoro vicino al torrente, si riprende a salire per il sentiero, a tratti lastricato, fino alla svolta a destra per la seconda cascata (1.850 m). Nel breve volgere di pochi tornanti, si giunge al nuovo ponte sulla terza cascata, che consente oggi il passaggio sulla sinistra orografica. Un attraversamento emozionante poiché consente di ammirare lo spettacolo mozzafiato sui due salti sottostanti e grazie al quale si può effettuare la discesa dall’altro lato del bosco, che possiede tutta la magia di un luogo ancora in parte inesplorato.

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